|
giovedì, giugno 18, 2009
Certo che vorrei arrivarci, io, così bello vispo, a quell'età...
Se è vero, eh, che secondo me son tutte balle che mette in giro lui.
By Slowhand, 18/VI/2009
martedì, giugno 09, 2009
Il temporale c'è stato, ma non nelle urne; e anche se, come cantava Rascel, c'è chi sta bene e chi sta male e chi sta come gli par, chi si aspettava la bufera ha dovuto accontentarsi di... piccoli e isolati rovesci temporaleschi.
Il Cavaliere sperava in un successo personale, e del partito: niente, quota 40% è lontana, e lui -anche se resta il più votato- non ha avuto quella sorta di "mandato fiduciario" su cui contava per governare di slancio nei prossimi due anni senza curarsi troppo degli alleati. Passata l'incazzatura (è fatto così, se non stravince gli sembra di aver perso: è la sua forza e il suo limite), potrà consolarsi riflettendo sul fatto che se in Sicilia smetteranno di tafazzarsi (specialità fino a ieri riservata alla sinistra, radicale o centrista che fosse) le cose si metteranno bene, e salvo imprevedibili (e in fondo inconcepibili) masochismi la base è solida, e garantisce continuità. Lo mettiamo tra quelli che decidono loro come stare.
Tra i quali mettiamo anche il PD: ha arginato il tracollo, ha fermato l'onda di Silvio, ma al momento è un corpaccione senza testa (Franceschini è un modesto traghettatore e nulla più) e, quello che è peggio, senza idee. Correre dietro a Repubblica, abbandonando qualsiasi velleità di una campagna "politica" per cavalcare (in modo, tra l'altro, evidentemente imbarazzato) un antiberlusconismo caciarone e gossipparo non ha certo giovato; così come non giova certo continuare a riconoscersi in vecchi e superati schemi di analisi (e azione) politica, che non hanno aiutato trent'anni fa e figuriamoci i danni che possono fare adesso. Ma il partito c'è, basta che decidano cosa vogliono fare da grandi e sono a posto; ci sono due anni di tempo per pensarci...
Ride, invece, e senza ritegno, Tonino Di Pietro. Il risultato va oltre ogni più rosea aspettativa, un successone: potrà farlo pesare in termini di alleanze, potrà contare molto di più nel dettare la linea politica dell'opposizione. Dopo di che, si vedrà se, dietro la vis polemica e certi facili populismi, c'è anche la capacità politica. Al momento, brinda, e con ragione.
Non brinda per ragioni di salute, ride un po' storto, ma certo è contento anche Bossi, e con lui l'esercito verde, il cui successo è forse il punto sul quale riflettere di più.
L'Europa -abbiamo saputo- è andata "a destra"; sconfitti quasi ovunque i partiti socialisti o comunque (cosiddetti) progressisti, addirittura forti pulsioni nazionalistiche, sciovinistiche hanno trovato rappresentanze insperate. Può la Lega essere inserita in questo contesto? La risposta immediata è si... ma anche no. Perchè a dare il voto "in più" alla Lega oggi sono quelli che prima votavano a sinistra, sono operai e ceti sociali di lavoratori che vedono rappresentate le loro esigenze e le loro aspettative più dalla Lega che dai vari partiti e partitini post-comunisti. Non siamo in presenza di un mero localismo esacerbato, siamo di fronte al vero voto di protesta, al voto "contro il sistema", e poco conta che la Lega sia al governo: è forte la sua immagine di movimento dirompente e innovativo, il suo appeal di forza decisionista che è capace di smontare i teatrini della chiacchiere della "vecchia politica" per realizzare e "fare". Un partito "di lotta e di governo" (come si diceva una volta nelle assemblee...), in cui dietro i vecchi caporioni pittoreschi e naif (quelli tipo Borghezio, per intenderci) sta venendo fuori, sotto l'ala protettrice di Maroni e Tremonti, una nuova classe dirigente tutt'altro che sprovveduta, da tenere d'occhio.
Ride, e si guarda intorno, anche l'UdC. Ne ha ben donde: il risultato è già buono di per sè, conferma l'esistenza di uno "zoccolo duro" che garantisce visibilità e, con un pizzico di buona sorte, anche la possibilità di mettere voce in capitolo. Può contare, poi, su una riserva di voti ieri "nascosti" dall'astensione che nel meridione -tradizionale serbatoio di voti- è stata pesante, ma che possono bene tornare fuori in altri momenti. Avanti così, ovviamente col timone al centro.
A non ridere, beh, sono tutti gli altri. E, mi si consenta, non sarò certo io a piangere se i radicali finalmente spariscono dall'assemblea di Strasburgo (mai, mai rimprovererò abbastanza al PD di averli portati in Parlamento qui da noi), e se i vari comunisti e post comunisti e rifondatori e lavoratori (e chi più ne ha più ne metta) si stanno suicidando tra divisioni personalistiche e capziosi distinguo pseudopolitici (trozkisti riformisti, marxisti conservatori, leninisti pragmatici, bakuniani massimalisti... sveglia, non siamo alla rivoluzione d'ottobre, è passato un secolo!!!). L'Europa non ha bisogno nè degli uni, nè degli altri.
Ah, già: l'Europa, la grande assente di questa campagna elettorale, in cui nessuno ha presentato o proposto qualcosa che avesse lontanamente a che fare col futuro del vecchio continente. Posso dirlo? Non butta bene, ma -nello stesso tempo- ci sono speranze forti di far ripartire il progetto di un'unione che non sia soltanto una serie di scambi commerciali volti a riempire le tasche dei soliti noti.
Il nuovo parlamento europeo sarà pieno di neonazionalisti, di particolaristi; ma si tratta della reazione popolare a un progetto di unione europea che non era condiviso, frutto soltanto di istanze lobbistiche e finanziarie, privo di un reale obiettivo e pieno di contraddizioni. La gente, i cittadini europei, hanno bocciato l'Europa del denaro. Un vecchio adagio politico dice che per fare le riforme ci vogliono i conservatori; hai visto mai che per fare -finalmente- l'Europa dei popoli ci vogliano gli euroscettici?
By Slowhand, 9/VI/2009
martedì, maggio 19, 2009
Si, capisco, ad alcuni il solo pensiero fa venire l'orticaria, ma è un problema loro.
Il fatto incontestabile è che magari non sarà il massimo, ma una legge orientata dalla fede sarà sempre meglio di una legge disorientata. Con buona pace di tutti.
By Slowhand, 19/V/2009
mercoledì, aprile 22, 2009
Latito, lo so. Si vede che non è il periodo giusto, non trovo neanche dieci minuti per buttare giù quelle due righe che ho in testa. Magari è un segno, chissà; ma magari anche no, ed è un po' un condensato di tutto il significato dell'esistenza, saper compitare i fedeli segnacoli eccetera eccetera. Vabbè, ci sono tragedie peggiori del rischio di sbagliarsi in casi come questo. A presto.
By Slowhand, 22/IV/2009
giovedì, aprile 09, 2009
Non mancano certo gli argomenti su cui riflettere, discutere, ragionare. Ma c'è un tempo per ogni cosa, e, per quanto pressante possa apparire l'attualità, il Triduo Pasquale serve a prepararsi a riconoscere il Cristo Risorto.
Vere surrexit. Tanti Auguri di Buona Pasqua a tutti; e un pensiero, un'abbraccio di speranza, a chi soffre e piange. Il vostro è il volto del Cristo in croce; è per voi che Cristo risorge. Coraggio.

By Slowhand, 9/IV/2009
|